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Intelligenza emotiva nel lavoro

Intelligenza emotiva nel lavoro

L'intelligenza emotiva è la soft skill sempre più richiesta nel mondo del lavoro. Vediamo insieme cosa significa, cosa comporta e quali vantaggi l'intelligenza emotiva può avere nel mondo del lavoro.

È ormai riconosciuta l’intelligenza emotiva quale principio di successo sul lavoro.

L’intelligenza come comunemente viene definita, è solitamente rivolta al quoziente intellettivo, o QI, determinato da capacità del cervello di ragionamento logico e apprendimento.

L’intelligenza emotiva è invece la risultanza di più fattori: entusiasmo, autocontrollo, perseveranza, capacità di automotivarsi, empatia.

Le due non sono necessariamente correlate, nel senso che l’intelligenza con alto QI non necessariamente è supportata anche dall’intelligenza emotiva. Per l’apprendimento di nuove metodologie, di nuovi paradigmi e la messa in pratica nella vita quotidiana occorre intelligenza emotiva. La grande spinta data dall’intelligenza emotiva porta a non essere preda di idee preconcette fornite dall’esterno, bensì si sposta sulla strada delle scelte personali (anche se controcorrente), della ricerca di esperienza e arricchimento secondo i propri valori e le proprie idee. 

Chi dispone di sufficiente intelligenza emotiva è pronto a cambiare idea e direzione perché riconosce le nuove verità o lezioni che apprende durante il proprio percorso e non si sente sminuito nel riconoscere di dover fare l’upgrade delle proprie convinzioni. Sono persone che sanno motivare se stesse anche nella gestione delle relazioni e delle proprie emozioni. Tendono inoltre a essere coscienti maggiormente di sé, rapportandosi all’esterno.

Risulta dunque evidente che per avere successo nel lavoro l’intelligenza emotiva abbia un posto dominante. Anche in assenza di conoscenze tecniche, questa caratteristica porta ad apprendere più velocemente qualsiasi mansione, ricalibrando il proprio comportamento e consapevolezza a mano a mano che qualcosa viene appreso. 

L’intelligenza emotiva rende facile focalizzarsi sul proprio obiettivo senza farsi distrarre all’esterno, provando solo emozioni positive, che vengono dirette al centro del proprio focus. Questo atteggiamento non può che portare a sempre migliori risultati che spingono ulteriormente le emozioni verso la meta prefissata e anche oltre. 

Naturalmente ogni essere umano possiede intelligenza emotiva, anche se si sente deprivato di essa perché privo di scopo e di obiettivi. L’intelligenza emotiva può essere risvegliata iniziando a migliorare la comunicazione interpersonale, partendo da se stessi e cercare il modo di relazionarsi al meglio con gli altri, comprendendo anche il loro punto di vista o le loro difficoltà. Sviluppare obiettivi comuni da raggiungere come team, o solo personali se non si lavora in squadra tenendo presente che l’azione di lavoro si ripercuote comunque su tutto l’ambiente lavorativo. 

Aiuta in questo senso sviluppare maggiormente le proprie abilità e conoscenze per ampliare la consapevolezza di sé. Si può essere leader anche solo di se stessi ed esserlo nel modo più competente possibile anche a livello emozionale crea una grande differenza tra una giornata pessima e una giornata in cui si è aggiunto un altro tassello al proprio focus.

Erroneamente si tende a dare importanza all’intelligenza emotiva nella sfera di leadership e di scalate verso il successo. Il successo di ciascuno dipende dal posto che occupa e quanto è disposto a migliorarlo migliorando se stesso. Quindi i principi dell’intelligenza emotiva si applicano in qualunque ambiente, persino in ambito familiare.