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Imprenditori e Green Pass

Imprenditori e Green Pass

Imprenditori, dipendenti e green pass: la situazione attuale. Quali costi può prevedere, cosa comporta nell'ambiente di lavoro e a livello sanitario.

Si avvicina la data del 15 ottobre, quando si renderà obbligatorio il possesso per tutti i lavoratori, privati e pubblici, del green pass, l’applicazione del Ministero delle Finanze che certifica la vaccinazione e quindi la sicurezza nei luoghi di lavoro.

A prescindere dalle proprie convinzioni e ideologie, l’analisi viene eseguita su un campione di imprenditori, piccole e medie imprese, che si ritroveranno presto a fronteggiare questa situazione.

I lavoratori non vaccinati corrispondono al 25%. Questo dato è una media calcolata su tutta la forza lavoro, ma ci sono aziende che si ritrovano con il 40/50 e anche il 60% di dipendenti non vaccinati. Per un imprenditore non è cosa da poco capire come comportarsi.

Abbiamo posto spesso l’accento sulle modalità di relazione tra i vertici e il personale, abbiamo parlato di empatia, intelligenza emotiva, e questo non perché fosse il trend del momento, ma perché siamo convinti che sia la base per un nuovo futuro nel mondo del lavoro soddisfacente per tutte le parti.

Analizzando dunque la faccenda green pass dalla parte degli imprenditori le domande poste sono: come comportarsi? Quali costi sostenere? Come potrebbe irreparabilmente rovinare l’atmosfera collaborativa faticosamente raggiunta un’azione coercitiva? È piuttosto evidente che i lavoratori senza green pass subiranno delle conseguenze, fossero anche solo quelle economiche.

L’imprenditore che non dovesse ottemperare a fare da sentinella per l’esibizione del certificato rischia una multa da 400 a 1000 euro. Le piccole medie imprese stanno riflettendo, conti alla mano, di pagare i tamponi ai dipendenti non vaccinati, puntando l’attenzione su quanto costa cercare e formare nuovo personale.

Inoltre tale scelta è anche dettata da quanto espresso sopra, cioè creare l’ambiente lavorativo migliore per una collaborazione proficua.  Di sicuro la decisione dei vertici aziendali si ripercuoterà non solo il 15 ottobre e i giorni successivi, ma sarà a lungo termine, determinando chiaramente la traccia della direzione aziendale.

Perché sicuramente molti imprenditori spingeranno il personale a vaccinarsi, è calcolato che circa il 60/65% si comporterà così, perché questo ovviamente risolve una grande quantità di problemi. 

I lavoratori inoltre avranno grossi problemi a fare i tamponi perché ad oggi sono poche le farmacie che hanno posti liberi per effettuare il tampone, le ordinazioni di appuntamenti sono già prolungate per i mesi a venire.

Affrontare questo momento con calma può essere la soluzione vincente. Per le piccole imprese potrebbe essere devastante sostenere costi aggiuntivi, così come ricercare altro personale in sostituzione. Per i lavoratori potrebbe essere troppo pesante accollarsi il peso economico di tre tamponi a settimana.

Una sinergia di forze e buon senso potrebbe essere la soluzione vincente.